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Bruxismo: cause e rimedi

Il bruxismo si manifesta quando un soggetto tende a sfregare gli elementi dentali tra di loro, attraverso il digrignamento, questo accade durante il sonno e non solo. Il paziente, proprio perché questo disturbo si manifesta nelle ore notturne, prova dolore e stanchezza dei muscoli al risveglio senza sapere il vero motivo. Il bruxismo può manifestarsi anche in una forma più subdola, il serramento mandibolare, che induce a mantenere i muscoli rigidi, in una posizione fissa, senza alcun contatto dentale.

Questo fenomeno colpisce tutte le età, compresi i bambini, con un trend che negli ultimi anni, complice il cambiamento negli stili di vita, ha visto aumentare la sua incidenza nella popolazione mondiale. A favorirne la diffusione sono infatti anche i ritmi di vita sempre più frenetici e alcuni comportamenti a rischio, quali il fumo o il consumo di alcolici.

Qual’è la causa del bruxismo? In passato si pensava che la causa scatenante fosse la malocclusione dentale. In realtà gli studi scientifici hanno stabilito che da un punto di vista psicosomatico il digrignare i denti è un tentativo inconscio di scaricare un surplus di tensione psichica, una parte di ansia o aggressività che si è accumulata durante la giornata e che il soggetto tende a reprimere. Le emozioni negate che vengono messe a tacere durante il giorno si ripresenterebbero in un contesto più controllato e meno pericoloso: il sonno. Il disturbo sarebbe regolato, quindi, dal sistema nervoso centrale. Tra i fattori scatenanti troviamo la tensione nervosa, le forme di stress e ansia e persino il senso di competizione nello sport. Per questo motivo a volte si ricorre agli psicofarmaci, che agiscono a livello centrale ma non sempre si rivelano efficaci nel trattare la patologia.

Tra le conseguenze più evidenti del bruxismo troviamo l’eccessiva e anomala usura dei denti e la presenza di scheggiature o incrinature sia della dentatura naturale sia di lavori odontoiatrici, oltre a difficoltà nei normali movimenti di apertura e chiusura della bocca, indolenzimento dei muscoli masticatori e delle articolazioni temporo-mandibolari.

Oggi non abbiamo a disponiamo una cura che possa risolvere completamente il problema; si presenta quindi la necessità di contrastarlo, limitandone l’insorgenza. Gli esperti raccomandano di cercare di mantenere la bocca in posizione fisiologica durante tutto l’arco della giornata, ovvero denti staccati e muscoli masticatori rilassati. I denti, infatti, dovrebbero toccarsi tra loro soltanto durante la masticazione dei cibi e, occasionalmente, durante la deglutizione. Questo approccio è probabilmente la migliore opzione terapeutica disponibile, consente infatti di ottenere maggiori benefici nel lungo termine.

E’ necessario, anche se sicuramente difficile, intervenire sugli stili di vita: ridurre alcol, fumo e caffè, soprattutto la sera, avere ritmi più rilassati e una buona qualità del sonno sono tutti fattori che aiutano ad allentare la tensione sui muscoli masticatori e il loro sovraffaticamento.

Nei casi di bruxismo è consigliabile l’utilizzo di un bite che consiste in una placca o mascherina utilizzata di norma nelle ore notturne che impedisce il contatto delle arcate dentarie, proteggendo i denti, favorendo la distensione muscolare e alleviando la pressione sulle articolazioni. Lo stesso può risultare un valido aiuto solamente se consigliato a seguito di esami e valutazioni da parte dell’ortognatodonzista il quale potrà realizzare il dispositivo più adatto a seconda della gravità del disturbo, dalle esigenze e dalla morfologia occluso dentali del paziente.