IL GRANULOMA APICALE

Durante le visite di controllo può accadere che  il medico odontoiatra  analizzando la lastra, prenda atto della presenza di una patologia particolarmente frequente: il granuloma apicale. Il granuloma è un processo infiammatorio cronico che l’organismo mette in atto nel tentativo di difendersi da un irritante che non è in grado di eliminare.

Questa patologia è rappresentata radiograficamente da una semiluna grigia, cioè una radiotrasparenza, che circonda l’apice della radice di un dente.
La causa è solo una: l’attività batterica all’interno della radice dentale. I batteri  presenti nella zona producono tossine che fuoriescono dall’apice verso i tessuti circostanti e procurano una reazione infiammatoria che culmina con il riassorbimento osseo periapicale (radiotrasparenza) e la comparsa di tessuto infiammatorio.
In un dente normale e sano questo non succede perché all’interno vi è presente il nervo vitale irrorato, che si difende quindi dalle presenze batteriche distruggendole con gli anticorpi veicolati dal sangue.

Un’attività batterica che generi un granuloma all’interno di una radice dentale è possibile in due casi: nel caso in cui il nervo sia morto spontaneamente,  necrosi pulpare, e nel caso in cui il dente sia stato già precedentemente devitalizzato.

Nel caso in cui il dente sia in necrosi, i tessuti nervosi all’interno dello stesso si decompongono, trasformano l’interno della radice in una zona favorevole alla prolificazione batterica.I  quali, fuoriescono dall’apice e in una in una situazione di salute generale buona, vengono immediatamente bloccati dalle difese immunitarie dell’organismo sano e non si diffondono ad altri organi a distanza limitandosi a dare origine ad una sofferenza apicale. Se non si interverrà presto un abile odontoiatra che sterilizzi la radice con una buona cura canalare, il dente sarà perso in breve tempo.

Nel caso del dente già devitalizzato, è proprio la precedente cura canalare che può causare il granuloma. Infatti per quanto il medico odontoiatra abbia eseguito per anni queste terapie avrà inevitabilmente comunque una certa percentuale di casi di granuloma. Il motivo può essere vario: per esempio un’anatomia particolarmente difficile, radici con curve molto accentuate, un delta apicale particolarmente diramato, ecc. e per quanto l’operatore sia attento non potrà mai garantire che in quel dente nel tempo non compaia un granuloma.

Le tecniche per rimuovere il granuloma sono tre:

  • ritrattamento canalare: consiste nell’andare a rimuovere il vecchio materiale da otturazione canalare, detergere l’interno del dente e sterilizzarlo.
  • apicectomia: consiste nel fare una breccia ossea all’altezza dell’apice del dente incriminato e rimuoverlo avendo cura di eseguire un’otturazione della radice decapitata;
  • estrazione dentale: quando le due tecniche precedentemente evidenziate non sono applicabili resta solo l’estrazione associata ad una pulizia chirurgica del sito che risolve radicalmente il problema.

I granulomi, che normalmente sono silenti, una volta scoperti vanno eliminati. Il rischio  infatti, è che nel tempo diventino causa di “infezione a distanza” di organi vitali, infatti,  se le difese immunitarie del paziente per un qualsiasi motivo si abbassano, i batteri che colonizzano l’interno della radice possono passare nel circolo ematico e, attraverso questo, raggiungere ed installarsi in aree decisamente più importanti dei denti: valvole cardiache, reni, fegato, ecc., mettendo a repentaglio la salute del paziente.