MIH – ipomineralizzazione dello smalto

Con l’acronimo MIH (molar and incisor hypomineralization) si intende l’ipomineralizzazione dello smalto di origine sistemica che coinvolge uno o più molari permanenti, con frequente interessamento anche degli incisivi. A volte possono mostrare difetti dello smalto anche i secondi molaretti decidui, i secondi molari permanenti e i canini permanenti. I denti del mascellare superiore sono più frequentemente affetti rispetto a quelli della mandibola.

I difetti di mineralizzazione possono manifestarsi  con vari livelli di gravità: lieve, moderata o severa.

Le aree di ipomineralizzazione lieve si manifestano unicamente con un cambiamento di colore,  mentre quelle moderate con una perdita di smalto.

Nei casi di MIH severa, la perdita di tessuto riguarda anche la dentina così le lesioni tendono ad aggravarsi nel tempo e spesso può accadere che i molari vanno precocemente incontro al cosiddetto “post-eruptive break down”, ossia ad un crollo strutturale frequentemente confuso con una lesione cariosa.

 

Si rende necessaria una differenziazione tra le differenti patologie legate ai difetti dello smalto. In particolare è necessario fare chiarezza tra MIH, ipoplasia dello smalto, fluorosi e celiachia. L’ipoplasia dello smalto infatti è un difetto di sviluppo quantitativo dello smalto che si manifesta con una scarsa formazione di matrice smaltea; questa patologia va quindi ad incidere sulla quantità di smalto dei denti e non sulla qualità (quale caratteristica dell’MIH).  L’MIH va distinta anche dalla fluorosi; quest’ultima presenta striature bianco/brunastre a livello di più elementi dentali, ma si tratta comunque di uno smalto molto resistente alla carie. Va fatta distinzione anche tra MIH e lesioni a livello dentale associate a celiachia. Nei pazienti affetti da celiachia si possono infatti riscontrare opacità ben demarcate a livello dentale e di solito sono lesioni simmetriche e sono affetti pure i denti decidui. Ad oggi comunque queste lesioni sono meno evidenti perché i pediatri la riconoscono rapidamente già nei primi anni di vita.

Le ipotesi sulle possibili cause dell’MIH sono numerose, ma non ancora certe. Tra le più plausibili ci sono le malattie verificatesi entro i primi 3 anni di vita (come asma, infezioni del tratto respiratorio, otite, tonsilliti, malattie esantematiche, etc.) ossia i quel periodo in cui avviene la mineralizzazione dei primi molari e incisivi centrali permanenti. Tra le ipotesi da tenere in considerazione c’è anche quella legata all’assunzione di alcuni antibiotici, tra cui l’amoxicillina.

Sono stati identificati alcuni  punti fondamentali che permettono agli odontoiatri non solo una diagnosi, ma anche una soluzione e un mantenimento nel tempo efficace;  le tappe per poter procedere in modo corretto sono le seguenti:

–  identificazione del rischio,
–  diagnosi precoce,
–  remineralizzazione (o meglio mineralizzazione) e desensibilizzazione,
–  prevenzione di lesioni cariose,
– ricostruzione o estrazione dell’elemento affatto,
–  mantenimento.

La difficoltà di approccio a questa diagnosi è dovuta alla spiccata sensibilità dentale di questi pazienti che hanno difficoltà nello spazzolamento, che porta quindi ad una maggiore formazione di carie, e ovviamente alla maggiore percezione del dolore. Inoltre, si riscontra anche una maggiore  difficoltà ad anestetizzare tali elementi dovuta al fatto che attraverso lo smalto poroso vi è la penetrazione di batteri alla sottostante dentina, per cui la polpa si trova in uno stato di infiammazione cronica.

Di fondamentale importanza sarà quindi l’aiuto da parte dei genitori, i quali dovranno prestare maggiore attenzione alla cura e all’igiene dei denti dei loro bambini, per evitare il peggioramente del quadro clinico