Cosa sono e come prevenire le carie interprossimali

La carie è una delle malattie più diffuse al mondo; questa si identifica con un danneggiamento dei tessuti duri del dente dovuto all’azione dei batteri.

Le carie dentali si distinguono in base alle classi dentali a seconda della parte del dente lesionato:

  • Le I classi sono le otturazioni occlusali e coinvolgono lesioni a carico della parte occlusali del dente;
  • II classi sono le carie che interessano due o più superfici del dente;
  • III classe sono le carie interprossimali cioè mesialmente e distalmente sul dente;
  • IV classi sono le carie che necessitano la ricostruzione dei margini incisali e riguardano di norma i denti anteriori;
  • V classi sono le lesioni cariose a carico del colletto dentale.

La diagnosi delle lesioni cariose avviene solitamente tramite un approccio visivo e testando lo smalto di ogni singolo dente un apposito strumento utilizzato dal medico odontoiatra detto specillo, combinato all’utilizzo della radiografia (in particolar modo delle bite wings) che permettono al dentista di identificare le carie non visibile ad occhio nudo, come ad esempio, le carie interprossimali.

Se i controlli dal dentista non sono frequenti, può facilmente capitare che queste carie si presentino come un inscurimento della parte del dente che diventa più o meno dolente. All’improvviso il dente che la ospita può rompersi durante la normale masticazione a causa del vuoto che la carie stessa ha creato all’interno.

Il paziente dispone di due armi per prevenire la formazione di carie, uno è l’utilizzo costante e corretto dello spazzolino, l’altro è l’utilizzo del filo interdentale oppure dello scovolino.

Associato ad un uso scrupoloso dei mezzi sopra citati per l’igiene orale sono necessari controlli periodici dal dentista per far si che una “banale” carie si possa trasformare in una devitalizzazione, comportando non solo una maggiore quantità di tempo ma anche una azione più onerosa. Le conseguenze, infatti, di una mancata terapia delle carie sono certamente il dolore poiché tramite la zona interessata gli zuccheri e le sostanze calde e fredde possono possono raggiungere il così detto nervo del dente provocando infiammazione, che potrebbe evolvere in infezione con gonfiore (ascesso).

Privilegiare la prevenzione e non la cura è la soluzione migliore per evitare un dispendio di soldi e di tempo oltre che ad evitare eventi dolorosi.