Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.

E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.

Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.

Lo scanner garantisce:

    • Minor invasività
    • Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)
    • Maggior precisione dell’impronta

Da qualche mese a questa parte ha fatto il suo ingresso presso la nostra struttura la tomografia computerizzata cone beam o tomografia computerizzata a fascio conico. E’ una tecnica di immagini radiografiche in cui una tomografia computerizzata viene realizzata mediante dei fasci di raggi X a forma di cono.
Oggi giorno noi crediamo che la CT cone beam è diventata sempre più importante nella diagnosi e pianificazione di un intervento di chirurgia orale e implantologia e in particolare è indispensabile nelle tecniche di implantologia computer assistita. Questa tecnologia viene sempre più impiegata anche in altri campi dell’odontoiatria, come ad esempio l’ortodonzia e l’endodonzia con FOV piu’ bassi.
Durante l’esame di una TAC cone beam, lo scanner ruota attorno al capo del paziente, ottenendo fino a quasi 600 immagini distinte. Il software raccoglie i dati e ricostruisce le immagini delle arcate o distretti specifici del paziente, producendo un volume digitale composto da voxel di dimensione isotropica dei dati anatomici acquisiti, che possono poi essere “ricostruiti” con software appropriati.