<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>conservativa Archives - Sorriso e Salute</title>
	<atom:link href="https://www.sorrisoesalute.it/tag/conservativa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sorrisoesalute.it/tag/conservativa/</link>
	<description>Eccellenza Odontoiatrica a Monza</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Dec 2025 22:18:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://mll2louvmivi.i.optimole.com/w:32/h:30/q:mauto/f:best/dpr:2/https://www.sorrisoesalute.it/wp-content/uploads/2024/10/favicon.png</url>
	<title>conservativa Archives - Sorriso e Salute</title>
	<link>https://www.sorrisoesalute.it/tag/conservativa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Odontoiatria conservativa</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/odontoiatria-conservativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 22:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[dentista monza]]></category>
		<category><![CDATA[otturazione]]></category>
		<category><![CDATA[restauro diretto/indiretto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8404</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale. E’ [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/odontoiatria-conservativa/">Odontoiatria conservativa</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8404" class="elementor elementor-8404">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.</p>
<p>E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.</p>
<p>Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.</p>
<p>Lo scanner garantisce:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Minor invasività</li>
<li>Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)</li>

<li>Maggior precisione dell’impronta</li>
</ul>
</li>
</ul>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-290ec0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="290ec0f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-20552bb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="20552bb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<div class="entry-content">
<p>L’Odontoiatria conservativa è l’odontoiatria tradizionale cioè quella che si propone di restaurare il singolo o più denti danneggiati dalla carie o da un trauma attraverso vari metodi. Tra questi troviamo otturazioni, ricostruzioni o intarsi.</p>
<p>• Per curare un dente “da latte” o dente deciduo di un bambino piccolo, è indicato usare il “compomero” ,un materiale che rilascia fluoro.</p>
<p>• Per eseguire un restauro di piccole-medie dimensioni in un dente definitivo è invece indicato usare il “composito”. Questo è un materiale molto estetico che ha la caratteristica di poter aderire al dente formando un corpo unico. Questo tipo di otturazione si definisce conservativa diretta.</p>
<p>• Se la morfologia occlusale è andata persa per grosse carie o vecchi restauri incongrui è indicato eseguire un intarsio. Può essere eseguito in composito oppure in materiali ceramici (zirconia, di silicato, feldspatica). Questo tipo di restauro viene definito conservativa indiretta, si esegue tramite la presa dell’impronte in studio da parte dell’odontoiatra con materiali tipo gomme oppure con moderni scanner intraorali.</p>
</div>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/odontoiatria-conservativa/">Odontoiatria conservativa</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>10 Consigli del dentista</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/10-consigli-del-dentista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 21:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[10 consigli dal dentista]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[dentista monza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8338</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale. E’ [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/10-consigli-del-dentista/">10 Consigli del dentista</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8338" class="elementor elementor-8338">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.</p>
<p>E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.</p>
<p>Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.</p>
<p>Lo scanner garantisce:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Minor invasività</li>
<li>Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)</li>

<li>Maggior precisione dell’impronta</li>
</ul>
</li>
</ul>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-290ec0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="290ec0f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-20552bb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="20552bb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<div class="entry-content">
<p>I<strong> 10 consigli del dentista</strong> ti serviranno a preservare i denti e rimanere senza dolori o fastidi vari. Seguili e vedrai che avrai una bocca sana e pulita. Ecco i consigli:</p>
<p>1) Pulisci ogni giorno i denti con spazzolino e dentifricio. Usa filo o scovolino per pulire gli spazi tra i denti per una migliore protezione da carie e infiammazioni gengivali.<br />2) Il sanguinamento gengivale ripetuto è sintomo di gengivite o di parodontite. Non trascurarlo e fatti vedere dal tuo dentista!<br />3) Il fumo nuoce grandemente alla salute della tua bocca. È scientificamente provato che aggrava le malattie delle gengive e rallenta la guarigione delle ferite chirurgiche nella bocca.<br />4) L’ipersensibilità dentale può dipendere dalla dieta (cibi o bevande acide) o da un uso non corretto di spazzolino (troppo duro) o dentifricio (troppo abrasivo). Dentista e igienista volentieri ti possono consigliare.<br />5) La carie è legata a scorretta igiene dentale, a residui di cibi zuccherini rimasti a lungo tra i denti, a scarsa resistenza dell’organismo all’azione dei microbi della carie. Pulisci bene i denti più volte al giorno, evita i dolci fuori dai pasti, rinforza i denti con i dentifrici al fluoro!<br />6) <a href="https://www.sorrisoesalute.it/prevenire-la-carie-col-comportamento/">Per prevenire la carie</a> dei bambini sono utili le sigillature dei solchi sulla faccia masticante dei molari incominciando dai primi molari permanenti che spuntano dopo i sei anni.<br />7) La carie radicolare, che colpisce le radici dei denti allungati degli anziani, ha uno sviluppo molto rapido e distruttivo. Si previene con accurata pulizia e frequenti sciacqui con collutori al fluoro.<br />8) Visite di controllo annuali o semestrali sono molto raccomandabili soprattutto per i ragazzi. Piccole carie scoperte in tempo si possono curare oggi con tecniche pochissimo invasive e con otturazioni invisibili.<br />9) Anche gli impianti di titanio si possono ammalare! I batteri possono colpire i tessuti gengivali e ossei vicini all’impianto e causarne la perdita. Mantenete un’igiene scrupolosa di queste protesi e fatele controllare spesso dal dentista per allungarne la durata. Puoi prevenire anche l’<a href="https://www.sorrisoesalute.it/erosione-dentale/">erosione dentale</a>.<br />10)Curiamo giornalmente bocca e denti come abbiamo cura di occhi, capelli, pelle del volto e delle mani. Un bel sorriso e un alito profumato sono un fantastico biglietto da visita e un mezzo di comunicazione più veloce di Facebook! Altrimenti puoi affidarti al servizio di <a href="https://www.sorrisoesalute.it/lo-sbiancamento-dentale/">sbiancamento dentale</a>.</p>
<p>www.accademiaitalianadiconservativa</p>
</div>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/10-consigli-del-dentista/">10 Consigli del dentista</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Carie</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/la-carie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 21:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[dentista monza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8327</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale. E’ [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/la-carie/">La Carie</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8327" class="elementor elementor-8327">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.</p>
<p>E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.</p>
<p>Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.</p>
<p>Lo scanner garantisce:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Minor invasività</li>
<li>Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)</li>

<li>Maggior precisione dell’impronta</li>
</ul>
</li>
</ul>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-290ec0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="290ec0f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-20552bb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="20552bb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<div class="entry-content">
<p><strong>La carie</strong> origina dalla placca, una pellicola bianco-giallastra presente nel cavo orale, composta da batteri, residui di cibo e saliva. Si attacca ai denti, soprattutto nei punti in cui la pulizia risulta più difficile (solchi dentali della superficie masticatoria del dente, gli spazi interdentali ed il bordo gengivale). I batteri presenti nella placca trasformano gli zuccheri presenti nel cibo in acidi, i quali aggrediscono prima lo strato più superficiale del dente (lo smalto) e successivamente quello sottostante (la dentina).</p>
<p>Si forma quindi una caratteristica cavità (<strong>la carie</strong>) che origina dalla superficie e procede in profondità fino alla porzione più interna del dente (la polpa) causando dolore. La carie, promossa da una scarsa igiene orale, può ingrandirsi determinando la distruzione progressiva del dente. Un dente attaccato dalla carie non guarisce quasi MAI da solo.</p>
<p>Quando la carie è in fase iniziale e limitata allo smalto questo si presenta di colore bianco pallido e liscio, diventando ruvido in una fase più avanzata. Attraverso una corretta <strong>igiene orale</strong> (con prodotti a base di fluoro) e limitando l’assunzione di zuccheri, è ancora possibile un processo di “autoguarigione” del dente. Se la carie non viene curata in questo stadio progredisce, forma una cavità nello smalto e raggiunge la dentina. In questo strato del dente sono presenti i tubuli dentinali che comunicano con la polpa, sede dei nervi dentali.</p>
<h3>I trattamenti</h3>
<p>Il dente diventa quindi sensibile al caldo, al freddo e ai cibi dolci. La carie può poi raggiungere la parte più interna del dente (la polpa dentale) e provocare un’infiammazione, spesso molto dolorosa, che può portare alla devitalizzazione (chiamata anche <a href="https://www.sorrisoesalute.it/il-trattamento-endodontico/">Trattamento endodontico</a>) del dente. La carie si cura con la tecnica conservativa. Questa disciplina si occupa della rimozione della carie e della ricostruzione di ciò che è andato perso. Effettuiamo la ricostruzione con otturazioni di resina composita, un materiale resistente ed esteticamente molto simile al colore del dente.</p>
<p>Qualora la carie avesse aggredito gran parte del dente, l’otturazione non è più possibile e si procede con l’intarsio in resina composita o in ceramica. L’intarsio è un dispositivo protesico che risulta essere una via di mezzo tra l’otturazione e la corona (o capsula). Può essere utilizzato sia sul dente vivo che sul dente devitalizzato, che non è più innervato, ma che può comunque cariarsi. Prepariamo con sofisticate apparecchiature e successivamente cementato con specifiche tecniche e materiali adesivi.</p>
<h4>Quando usiamo la diga di gomma</h4>
<p>Nei denti anteriori (incisivi e canini) con gli stessi materiali e procedure degli intarsi vengono eseguite le faccette (veenering). Queste ripristinano situazioni esteticamente compromesse in seguito a carie o traumi. Consigliamo le faccette anche nei casi in cui si voglia migliorare l’aspetto del proprio sorriso. Nel corso del trattamento conservativo si utilizza la <a href="https://www.sorrisoesalute.it/la-diga-di-gomma/">Diga di gomma</a>. E’ un dispositivo che permette di isolare uno o più denti del paziente, dall’umidità del cavo orale.</p>
<p>Le cure eseguite risultano più sicure e i pazienti non rischiano di ingerire materiali tossici (amalgama d’argento) che devono essere rimossi prima di procedere con la ricostruzione. Le prestazioni eseguite con la diga risultano più precise e più durature. Oggi l’utilizzo di questo dispositivo è fondamentale, soprattutto con l’avvento di nuovi materiali estetici che necessitano di superfici asciutte per poter aderire perfettamente ai cementi resinosi. Tutti i soci di questa Accademia utilizzano nei propri studi la diga di gomma.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.accademiaitalianadiconservativa.it/">www.accademiaitalianadiconservativa.it</a></p>
</div>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/la-carie/">La Carie</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il trattamento endodontico</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/il-trattamento-endodontico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 21:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[endodonzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8292</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale. E’ [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/il-trattamento-endodontico/">Il trattamento endodontico</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8292" class="elementor elementor-8292">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.</p>
<p>E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.</p>
<p>Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.</p>
<p>Lo scanner garantisce:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Minor invasività</li>
<li>Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)</li>

<li>Maggior precisione dell’impronta</li>
</ul>
</li>
</ul>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-290ec0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="290ec0f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-20552bb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="20552bb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<div class="entry-content">
<p>Che cos’è <strong>il trattamento endodontico</strong>? Chiamato anche terapia canalare, definita meno correttamente nel linguaggio comune “devitalizzazione” è una procedura con la quale si preserva un dente affetto da patologie della polpa (nervo) e/o dell’apice della radice (granulomi) dovute a carie profonda, a lesioni del dente da traumi o altre cause. Con il trattamento endodontico si rimuove il tessuto pulpare infiammato o infetto contenuto all’interno della corona del dente e dei canali delle radici, mantenendo la porzione sana del dente e la sua funzione masticatoria, dopo adeguato restauro della porzione di dente persa per la carie, il trauma e lo stesso trattamento endodontico.</p>
<h3>Quando è necessario <strong>il trattamento endodontico</strong>?</h3>
<p><strong>Il trattamento endodontico</strong> si esegue più frequentemente in elementi con patologie della polpa, conseguenti a carie penetranti, traumi e fratture. A volte il danno pulpare si manifesta con dolori violenti e improvvisi, la cosiddetta “pulpite”. La pulpite non trattata può evolvere fino ad ascesso dentario con gonfiore, dolore e febbre alta. Altre volte il danno pulpare è meno evidente e la polpa muore più o meno lentamente (necrosi) e l’infezione percorre i tessuti contenuti all’interno del dente in profondità, estendendosi all’osso che circonda le radici, generando patologie comunemente definite “granulomi” o “cisti”. Altre cause possono essere i traumi alla polpa da limatura dei denti a scopo protesico (oggi meno frequenti per lo sviluppo di metodi di restauro che conservano maggiormente la struttura del dente) o patologie più rare, meno prevedibili e di origine meno conosciuta come i riassorbimenti radicolari.</p>
<p>In tutti questi casi trova indicazione <strong>il trattamento endodontico</strong>, a condizione che il dente da preservare soddisfi tre requisiti:</p>
<ul>
<li>Abbia un sostegno osseo e gengivale sano e sufficiente</li>
<li>Abbia sufficiente sostanza dentale sana</li>
<li>Possa essere inserito in un piano di cura che preveda durata funzionale ed estetica ragionevole.</li>
</ul>
<h2>Come si esegue il trattamento endodontico?</h2>
<p><strong>La terapia endodontica</strong> si esegue dopo avere effettuato una corretta diagnosi e aver scattato una o più radiografie periapicali pre-operatorie e dopo avere correttamente isolato il campo operatorio con la diga di gomma. Si prepara la cavità d’accesso, una piccola cavità sulla superficie masticante di molari e premolari, e sulla superficie esterna o interna di incisivi e canini e si procede alla rimozione di tutto il contenuto del sistema dei canali radicolari, ovvero di residui pulpari, vitali o necrotici e micro-organismi causa dell’infiammazione. Dal punto di vista tecnico si procede in tre fasi ben distinte:</p>
<ol>
<li>la sagomatura, con la quale si rimuove meccanicamente il contenuto canalare e si dà una forma conica al canale stesso, semplificando le fasi di otturazione canalare successive;</li>
<li>la detersione, con la quale si rimuove meccanicamente e si digerisce chimicamente il contenuto organico e inorganico del sistema endodontico, con soluzioni disinfettanti definite “irriganti”;</li>
<li>l’otturazione canalare, con la quale si sigilla il sistema endodontico con la guttaperca, un materiale biocompatibile e inerte, insieme a un sottile strato di cemento, in grado di prevenire la ricontaminazione batterica.</li>
</ol>
<h3>I trattamenti endodontici sono dolorosi?</h3>
<p><strong>I trattamenti endodontici</strong> non sono dolorosi. Le tecniche anestesiologiche oggi possono assicurare sedute assolutamente indolori e l’eventuale sintomatologia post-operatoria può essere controllata con i più comuni farmaci anti-infiammatori per uso odontoiatrico. In presenza di infezioni più estese, si può fare ricorso ad antibiotici, ma questa eventualità è piuttosto rara.</p>
<h4>Quanto tempo richiede una terapia endodontica?</h4>
<p>I tempi di esecuzione di <strong>un trattamento endodontico</strong> si sono considerevolmente ridotti rispetto al passato. Oggi è possibile eseguire trattamenti in una singola seduta di un’ora circa, quando in passato erano previste più sedute anche molto lunghe. I tempi si allungano drasticamente in caso di “ritrattamenti endodontici”, ovvero in caso di rifacimento di un precedente trattamento endodontico fallito. Durante i ritrattamenti endodontici l’operatore deve gestire e risolvere un numero maggiore di problemi. A volte deve rimuovere un perno o uno strumento fratturato, sigillare una perforazione radicolare, oppure sigillare un canale molto ampio, oppure trattare un canale calcificato, oltre a dover procedere alle fasi tecniche sopra descritte.</p>
<h4>Come si previene il trattamento endodontico?</h4>
<p>La causa più frequente di patologia associata a <strong>il trattamento endodontico</strong> è la carie. Oggi è possibile prevenire le lesioni cariose attraverso una dieta corretta, un’igiene domiciliare scrupolosa, sedute di igiene orale professionali periodiche, visite di controllo da parte di operatori esperti, esami radiografici mirati, esecuzione di piccole otturazioni di <a href="https://www.sorrisoesalute.it/prevenire-la-carie-col-comportamento/">carie</a> iniziali prevenendo un maggiore danno futuro. Anche le nuove tecniche restaurative adesive giocano un ruolo determinante nella prevenzione dei trattamenti endodontici. Oggi è infatti possibile rimuovere solo il tessuto dentale cariato e restaurare il dente con materiali adesivi, limitando l’asportazione di sostanza dentale sana che prima era necessaria per garantire la tenuta meccanica del restauro.</p>
</div>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/il-trattamento-endodontico/">Il trattamento endodontico</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prevenire la carie col comportamento</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/prevenire-la-carie-col-comportamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 21:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[denti da latte]]></category>
		<category><![CDATA[otturazione]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione orale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8268</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale. E’ [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/prevenire-la-carie-col-comportamento/">Prevenire la carie col comportamento</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8268" class="elementor elementor-8268">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.</p>
<p>E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.</p>
<p>Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.</p>
<p>Lo scanner garantisce:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Minor invasività</li>
<li>Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)</li>

<li>Maggior precisione dell’impronta</li>
</ul>
</li>
</ul>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-290ec0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="290ec0f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-20552bb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="20552bb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>Per prevenire la carie col comportamento</strong> bisogna prima capire cosa sia la carie. La carie dentale, o più semplicemente “Carie” è una malattia che conduce alla lenta e progressiva distruzione dei denti. E’ la malattia più diffusa al mondo ed è causa di fastidi, dolori ed esborsi economici. La carie è dovuta all’azione di particolari tipi di batteri, i quali rimanendo attaccati alle superfici dei denti sono in grado, tramite la produzione di acidi, di scalfire i durissimi materiali che li costituiscono (smalto e dentina).</p>
<p>La domanda è come arrivano questi batteri nella bocca? I batteri della carie non nascono nella bocca degli esseri umani, ma vengono trasmessi da un’altra persona. Tale trasmissione è particolarmente efficace se avviene entro i primi anni di età del bambino, vale a dire che i batteri della carie riusciranno più probabilmente a danneggiare i denti quanto più precocemente riusciranno a stabilirsi nella bocca dei nostri bambini. È stato dimostrato che i bambini infettati da questi batteri attorno ai 2 anni di età, si ammaleranno di carie dentale nel 90% dei casi, se invece i batteri arriveranno nelle bocche dei bimbi dopo i 4 anni di età, la malattia si svilupperà nel 25% dei casi. È quindi molto importante impegnarsi a ritardare il più possibile questa infezione!</p>
<h3>Come evitare la trasmissione batterica?</h3>
<p>I batteri sono trasmessi quindi da altre persone che, involontariamente, fanno entrare in contatto la propria saliva con quella dei bambini. La trasmissione batterica si dice verticale quando avviene dagli adulti (soprattutto i genitori e i parenti) ai bimbi. I comportamenti maggiormente responsabili di questa trasmissione batterica sono quelli che permettono il passaggio della saliva dell’adulto nella bocca del bambino. Ecco alcuni esempi di comportamenti a rischio da evitare per <strong>prevenire la carie col comportamento</strong>:</p>
<ul>
<li>Baci sulla bocca</li>
<li>Utilizzare le stesse posate</li>
<li>Pulire il ciuccio nella bocca dell’adulto</li>
<li>Leccare il gelato del bimbo</li>
<li>Toccare la bocca del bimbo con le mani che hanno toccato la propria bocca</li>
</ul>
<p>La trasmissione batterica si dice orizzontale quando avviene da bambino a bambino. Ovviamente in questo caso gli scambi salivari sono molto più difficilmente controllabili, specie in contesti quali asili nido e scuole materne.</p>
<h3>Quali sono i fattori che aumentano la probabilità che gli scambi salivari siano realmente efficaci nell’infettare i bambini?</h3>
<p>Non è detto che qualsiasi accidentale scambio di saliva provochi la carie dentale. A proposito di <strong>prevenire la carie col comportamento</strong>, esistono delle situazioni che aumentano il rischio che ciò avvenga e sono:</p>
<ul>
<li>Gli adulti di riferimento hanno o hanno avuto carie</li>
<li>Gli adulti di riferimento non osservano una corretta igiene orale (ad es. non spazzolano i denti 2-3 volte al giorno per almeno 2 minuti per volta)</li>
<li>Gli scambi salivari sono molto frequenti (ad es. assaggiare la pappa sempre con lo stesso cucchiaio del bimbo)</li>
<li>Il bambino ha molti dentini (a 6-7 mesi i bimbi hanno solitamente 2 dentini, a 15 mesi ne hanno anche 16)</li>
<li>Il ragazzo non è oggetto di regolari spazzolamenti dentari (almeno 2 volte al giorno)</li>
<li>Il bambino frequenta asili o ambienti dove non sono noti e/o applicati i comportamenti di base per la prevenzione della carie.</li>
</ul>
<h2>Prevenire la carie col comportamento: Qual è l’ambiente ideale per lo sviluppo dei batteri della carie?</h2>
<p><strong>L’ambiente ideale per lo sviluppo dei batteri</strong> della carie è sicuramente un ambiente poco salutare. Andiamo a vedere nello specifico quando lo è:</p>
<ul>
<li>Il bambino consuma una piccolissima quantità di alimenti contenenti zucchero (aggiunto in casa o dalle industrie o presente in farmaci, sciroppi, bevande per rilassare), o non ne consuma affatto.</li>
<li>Il ragazzo ha un’alimentazione sana ed equilibrata, comprendente frutta e verdura di stagione</li>
<li>Il bambino beve prevalentemente acqua naturale nella corretta quantità per garantire l’idratazione</li>
<li>Il ragazzo utilizza regolarmente un dentifricio al fluoro</li>
<li>Il bambino respira regolarmente col naso</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui i batteri della carie riescano a raggiungere la bocca dei bambini, non è detto che necessariamente questi riescano a sopravvivere. Scopri adesso quanti <a href="https://www.sorrisoesalute.it/carie-in-eta-pediatrica-in-italia-un-bambino-su-tre-ha-le-carie/">ragazzi hanno carie in Italia</a>. Esistono infatti delle condizioni ambientali orali che fanno aumentare le possibilità che i batteri non riescano ad attaccare i dentini. I migliori comportamenti per <strong>prevenire la carie col comportamento</strong> le condizioni sono:</p>
<ul>
<li>Il bambino consuma una piccolissima quantità di alimenti contenenti zucchero (aggiunto in casa o dalle industrie o presente in farmaci, sciroppi, bevande per rilassare), o non ne consuma affatto.</li>
<li>L’infante ha un’alimentazione sana ed equilibrata, comprendente frutta e verdura di stagione</li>
<li>Il bambino beve prevalentemente acqua naturale nella corretta quantità per garantire l’idratazione</li>
<li>Il ragazzo utilizza regolarmente un dentifricio al fluoro</li>
<li>Il bambino respira regolarmente col naso</li>
</ul>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/prevenire-la-carie-col-comportamento/">Prevenire la carie col comportamento</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo sbiancamento</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/lo-sbiancamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 11:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[denti bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[sbiancamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8256</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale. E’ [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/lo-sbiancamento/">Lo sbiancamento</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8256" class="elementor elementor-8256">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>Nel nostro studio da qualche mese abbiamo a disposizione una nuova tecnologia,lo scanner intraorale.</p>
<p>E’ uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie superiore et inferiore,attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superfice dei denti.Queste informazioni vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente.Lo scanner intraorale puo’ essere utilizzato al posto della tradizionale impronta per ottenere modelli virtuali delle arcate del paziente.Introducento la punta dello scanner all’interno della bocca del paziente e muovendo lungo l’arcata dentale,nell’arco di qualche minuto è possibile ottenere un’impronta dentale digitale.</p>
<p>Questa innovativa procedura rende le sedute dal dentista piu’ rilassanti e confortevoli.</p>
<p>Lo scanner garantisce:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Minor invasività</li>
<li>Riduzione dei tempi operativi (minor sedute alla poltrona)</li>

<li>Maggior precisione dell’impronta</li>
</ul>
</li>
</ul>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-290ec0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="290ec0f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-20552bb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="20552bb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Lo sbiancamento dentale viene eseguito per rendere più chiara e brillante la dentatura naturale ed in linea di principio è una procedura molto efficace. Nonostante ciò, le colorazioni legate all’assunzione di certi antibiotici durante l’infanzia (le tetracicline conferiscono all’intera dentatura una striatura scura a bande orizzontali) e quelle causate da vecchie otturazioni metalliche o da materiali usati per otturare i canali dei denti devitalizzati sono più difficili da correggere. In linea di massima, le colorazioni tendenti al giallo rispondono meglio rispetto a quelle grigie o marroni.</p>
<p>Il tempo necessario ad ottenere un buon risultato varia in funzione della situazione di partenza e della tecnica utilizzata. L’applicazione di gel sbiancanti ad alta concentrazione sulla superficie esterna del dente consente di ottenere ottimi risultati in una o due sedute ambulatoriali sotto stretto controllo dell’operatore. L’alternativa domiciliare consiste nell’utilizzo di mascherine con al loro interno gel sbiancanti a più bassa concentrazione portate di notte per due o tre settimane.</p>
<p>È ragionevole pensare a dei risultati stabili per un periodo che va da diversi mesi a qualche anno a seconda della situazione di partenza, della tecnica utilizzata e delle caratteristiche dentali del paziente stesso. Il trattamento può essere ripetuto più volte nel tempo per mantenere brillante il sorriso.</p>
<p>Nonostante la presenza di sostanze desensibilizzanti all’interno dei gel sbiancanti, in alcuni casi può insorgere una certa sensibilità al freddo che verrà contrastata applicando gel fluorati fino alla scomparsa della stessa. Questa è sempre reversibile e dura al massimo qualche giorno.</p>
<p>Lo sbiancamento dentale correttamente eseguito da operatori qualificati è da considerarsi un trattamento sicuro e non danneggia in alcun modo lo smalto dentale.</p>
<p>Per sbiancare un dente devitalizzato occorre inserire e mantenere all’interno del dente stesso una sostanza sbiancante per qualche settimana. Tale procedura prevede la protezione delle zone più profonde e delicate del dente stesso e la chiusura della cavità di accesso con un restauro provvisorio in modo che la sostanza sbiancante possa agire senza contatti con l’esterno. Nei casi in cui si rendesse necessario, è possibile utilizzare una tecnica più aggressiva chiamata “power-bleaching” che consiste nell’applicazione ambulatoriale di un gel sbiancante ad alta concentrazione sia all’interno che all’esterno del dente potenziandone l’azione con luce o calore. Per prevenire irritazioni e sensibilità post-operatorie è necessario evitare ogni contatto del gel con gengive e mucose; per questo motivo il dente trattato sarà isolato con grande attenzione dal resto della bocca.</p>
<p>Lo sbiancamento interno, se mal eseguito, può creare problemi anche gravi quali riassorbimenti radicolari e perdita del dente. È per questo che risulta fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati che riducano al minimo i rischi di complicanze utilizzando materiali idonei e tecniche validate scientificamente.</p>
<p>Restauri dentali, corone e ponti non possono essere sbiancati. È molto importante quindi valutare attentamente la presenza di tali manufatti prima di uno sbiancamento dentale in quanto tale procedura potrebbe renderli visibili. In tal caso occorrerà provvedere alla loro sostituzione.</p>
<p>Prima di effettuare una qualsiasi procedura di sbiancamento è necessario fare una buona igiene e trattare almeno provvisoriamente i denti cariati. Il trattamento definitivo potrà essere effettuato due o tre settimane dopo la fine del trattamento sbiancante.</p>
<p>Nel raro caso in cui ci si trovi nella situazione di un dente troppo chiaro, sarà necessario uniformare il colore della restante parte della dentatura a quello dell’elemento stesso mediante sbiancamento con mascherine o ambulatoriale.</p>
<p>Nelle ore successive al trattamento sbiancante è necessario evitare di fumare e assumere cibi o bevande che possano colorare i denti come carciofi, barbabietole, tè, caffè e vino rosso.</p>
<p>In linea di massima chiunque può essere sottoposto al trattamento, con l’esclusione, anche da un punto di vista legislativo, di soggetti minorenni e donne in stato di gravidanza. In caso di pazienti che utilizzino farmaci fotosensibilizzanti, lo sbiancamento dovrà essere effettuato utilizzando tecniche che non prevedano l’utilizzo di lampade ad alta potenza.</p>
<p>In commercio si trovano gel, strisce e dentifrici. Alcuni di questi prodotti contengono lo stesso principio attivo degli sbiancanti professionali, ma in concentrazioni molto ridotte. Per questo motivo la loro efficacia risulta piuttosto limitata e il loro utilizzo dovrebbe essere inteso come coadiuvante al mantenimento del risultato ottenuto con tecniche professionali.</p>
<p>L’azione dei dentifrici sbiancanti è in molti casi legata ad un’alta abrasività che mira a rimuovere meccanicamente le colorazioni che si depositano sulla superficie del dente senza avere alcun tipo di effetto sbiancante. Altri prodotti contengono invece sbiancanti ottici che, depositandosi sulla superficie del dente, ne cambiano la capacità di riflessione della luce facendo apparire il sorriso più chiaro. In realtà questo effetto è poco efficace e non è duraturo.</p>
<p> </p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.accademiaitalianadiconservativa.it/">www.accademiaitalianadiconservativa.it</a></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/lo-sbiancamento/">Lo sbiancamento</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Otturazioni: amalgama vs composito</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/otturazioni-amalgama-vs-composito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 11:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga di gomma]]></category>
		<category><![CDATA[il bianco è bello]]></category>
		<category><![CDATA[otturazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8250</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mettere gli impianti mi fa troppa paura! Spesso ci siamo sentiti dire questa frase, perché [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/otturazioni-amalgama-vs-composito/">Otturazioni: amalgama vs composito</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8250" class="elementor elementor-8250">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<blockquote class="wp-block-quote">
<p>Mettere gli impianti mi fa troppa paura!</p>
</blockquote>


<p>Spesso ci siamo sentiti dire questa frase, perché hanno perso tutti i denti o li stanno perdendo.Molti pazienti sono talmente spaventati che non riescono nemmeno a fare il primo passo di prenotare una visita odontoiatrica.Spesso ci siamo sentiti dire ,guardi Dottore la mascherina in questi ultimi due anni mi ha aiutato molto,prima ridevo con la mano davanti al viso…</p>
<p>Da molto tempo abbiamo a disposizione dei protocolli di sedazione e anestesiologici che rendono la seduta dal dentista “quasi piacevole”.</p>
<p>Da piu’ di 20 anni nelle nostra struttura inseriamo con successo  impianti dentali, anche in pazienti odontofobici,spesso quando ci sono le giuste condizioni anatomiche, vi è la possibilità di eseguire in una o due giornate dei provvisori esteticamente gradevoli.</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-d8c3052 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="d8c3052" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-abb0273 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="abb0273" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>L’unico modo per curare un dente affetto da carie consiste nella rimozione del tessuto malato, o della precedente otturazione ormai contaminata , e nella sua sostituzione con una otturazione che riempirà la parte di dente ripristinandone la forma.</p>
<p><strong>CHE MATERIALE SI USA PER LE OTTURAZIONI?</strong></p>
<p>In passato, principalmente per mancanza di materiali altrettanto affidabili, il materiale scelto era l’amalgama d’argento, una lega metallica formata da argento, rame, stagno e mercurio e caratterizzata da elevata resistenza meccanica. Tali restauri erano spesso definiti otturazioni in piombo o piombature nonostante il piombo non fosse presente all’interno della lega. Negli ultimi decenni il suo uso è andato gradualmente declinando a favore di materiali più estetici, le cosiddette otturazioni bianche. L’utilizzo dell’amalgama è stato oggetto di lunghi dibattiti tra gli specialisti in materia, soprattutto per il mercurio in essa contenuto. È vero infatti che questo metallo pesante (al di sopra dei valori soglia) può influenzare l’insorgenza di determinate patologie, ma è altrettanto vero che non esistono dati scientifici che correlino inequivocabilmente il mercurio liberato dalle otturazioni in amalgama, ampiamente al di sotto dei valori considerati tossici, con l’insorgenza di patologie. I Paesi scandinavi, principalmente per ragioni ecologiche (gli scarti di amalgama se non ben gestiti possono realmente inquinare l’ambiente) hanno deciso di bandire tale materiale alla fine degli anni novanta. Nel contempo, la ricerca ha permesso lo sviluppo di materiali su base resinosa alternativi all’amalgama d’argento, biocompatibili e resistenti. Il loro costo è più elevato delle otturazioni in amalgama, ma garantiscono un buon livello estetico grazie alla loro pigmentazione/colorazione bianca che si confonde con quella naturale dei denti. L’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici (FDA – Food and Drugs Administration) si è recentemente allineata alle idee dei paesi nord-europei menzionati. Vista l’assenza di dati scientifici definitivi che attestino la pericolosità del mercurio contenuto all’interno dell’amalgama, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sconsiglia l’uso dell’amalgama, per motivi prettamente precauzionali, in situazioni particolari come la gravidanza, l’allattamento, nei pazienti infanti o in quelli nefropatici, ovvero che soffrono di un malfunzionamento renale ed immunodepressi. La legislazione italiana segue le indicazione dell’OMS.</p>
<p><strong>I COMPOSITI: NUOVI MATERIALI DA RESTAURO</strong></p>
<p>L’evoluzione dei materiali compositi, resine rinforzate da particelle di silice e quarzo, ha permesso di ottenere restauri estetici con eccellenti proprietà meccaniche. Questi materiali vengono incollati al dente senza la necessità di preparazioni aggressive tipiche dei restauri in amalgama. Questi ultimi infatti, rimanevano in posizione unicamente incastrandosi all’interno del dente in cavità preparate in maniera geometrica.</p>
<p><strong>COME SI ESEGUE UN RESTAURO IN COMPOSITO?</strong></p>
<p>La ricostruzione di un elemento dentale con resine composite presuppone un perfetto isolamento del campo operatorio dall’ambiente orale con diga di gomma per tenere lontana la saliva che potrebbe compromettere l’efficacia dell’incollaggio della resina al dente stesso. Gli adesivi sono infatti estremamente sensibili all’umidità. Una volta eliminata la carie, il dente viene pretrattato con un acido, in modo da creare delle microporosità che aumentino la superficie disponibile per l’adesione, ed applicato l’adesivo che permetterà al restauro in composito di incollarsi in maniera definitiva al dente; sarà poi usata una lampada con luce ad ultravioletti per solidificare la resina applicata sul dente</p>
<p><strong>QUANTO DURA UNA OTTURAZIONE IN COMPOSITO?</strong></p>
<p>Se vengono rispettate le indicazioni cliniche e seguito il protocollo operativo in maniera precisa, i restauri in composito hanno la</p>
<p>stessa durata di quelle in amalgama d’argento. È bene comunque ricordare che attraverso una corretta igiene orale domiciliare e i controlli periodici dal dentista il mantenimento di questi restauri sarà più duraturo.</p>
<p><strong>LE VECCHIE OTTURAZIONI IN AMALGAMA VANNO SOSTITUITE?</strong></p>
<p>Nonostante l’amalgama d’argento sia stata al centro di numerose polemiche, la letteratura scientifica non ha potuto mettere in evidenza una correlazione fra patologie sistemiche e restauri dentali in questo materiale. Il mercurio si libera da restauri in amalgama ben eseguiti non arriva mai a concentrazioni nocive per l’organismo. Per questo motivo non esistono indicazioni cliniche alla sostituzione di restauri in amalgama per motivi di salute. Al contrario, al momento della rimozione di detti restauri, risulta indispensabile l’isolamento con diga di gomma per evitare l’assorbimento/ingestione del mercurio che inevitabilmente si libera durante tale procedura.</p>
<p>fonte:</p>
<p>www.accademiaitalianadiconservativa.it</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/otturazioni-amalgama-vs-composito/">Otturazioni: amalgama vs composito</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le lesioni dello smalto nel piccolo paziente</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/le-lesioni-dello-smalto-nel-piccolo-paziente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 11:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[carie]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[fluoroprofilassi]]></category>
		<category><![CDATA[lesione dello smalto]]></category>
		<category><![CDATA[piccolo paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8244</guid>

					<description><![CDATA[<p>CHE COS’È? L’usura dentale è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni, ed è [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/le-lesioni-dello-smalto-nel-piccolo-paziente/">Le lesioni dello smalto nel piccolo paziente</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8244" class="elementor elementor-8244">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>CHE COS’È? L’usura dentale è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni, ed è caratterizzato dal consumo delle superfici dei denti. Tale consumo può presentarsi su tutte le superfici dei denti anteriori, posteriori delle due arcate, superiore e inferiore. La perdita di tessuto duro può essere dovuta a diverse cause che possono agire singolarmente, oppure, come spesso capita, in maniera multifattoriale. www.accademiaitalianadiconservativa.it </p>
<p>QUALI TIPI DI USURA E LE CAUSE? USURA DENTALE  ATTRITO: viene definito anche bruxismo ed è caratterizzato dalla perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina) o materiale da restauro per contatto dente-dente . Il fattore di rischio principale è legato al trauma (sfregamento tra le superfici dentali delle due arcate dentarie).</p>
<ul>
<li> EROSIONE: perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina) per azione di un agente chimico (non batterico). Il fattore di rischio è legato ad acidi di origine estrinseca (bibite acide, frutta, succhi di frutta)  o intrinseca (anoressia, bulimia, reflusso, rigurgito) .</li>
<li> ABRASIONE: perdita di sostanza dentale (smalto, dentina) per motivi diversi dal contatto dente-dente. Fattori di rischio principali sono legati alla frizione tra dente ed un agente esogeno. Tipica lesione da abrasione è quella da spazzolamento eccessivo ed errato.</li>
<li> ABFRAZIONE: Perdita di tessuto duro (smalto e dentina) dovuto ad uno stress eccessivo delle forze masticatorie, che provoca dei crack cervicali (situati al colletto dei denti, cioè al confine tra dente e gengiva).</li>
<li> ATTRITO/ABRASIONE: la perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina), genera una superficie di forma piatta, lucida con margini netti . La localizzazione è sullo smalto delle facce masticanti dei denti e sulle radici.</li>
<li> EROSIONE: la perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina delle superfici esterne o interne dei denti), genera una forma tipo coppa con superficie satinata e bordi arrotondati . – ABFRAZIONE: la perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina), genera una forma tipo cuneiforme con bordi netti. La localizzazione è al colletto dei denti, cioè al confine tra dente e gengiva. QUALI PROBLEMATICHE PORTA L’USURA DENTALE? La sintomatologia e/o il disagio possono essere legati a diverse situazioni che spesso coesistono nello stesso caso:</li>
<li> ESTETICA: il consumo dei denti determina un loro accorciamento con frastagliamento e assottigliamento dei margini, con conseguente sbriciolamento dei denti che impatta sul sorriso e quindi sulla vita sociale di relazione.</li>
<li> SENSIBILITA’: l’usura dello smalto porta ad una esposizione del tessuto sottostante (dentina) con conseguente aumento della sensibilità alla temperatura, soprattutto alle bevande e cibi freddi.</li>
<li>DIFFICOLTA’ NEL MASTICARE: essendo i denti consumati ci può essere una difficoltà nel masticare i cibi, in particolari quelli consistenti e fibrosi .</li>
<li>DISAGI ARTICOLARI E MUSCOLARI: essendo i denti consumati si possono verificare alterazioni di equilibrio tra le due arcate dando origine a problematiche articolari e/o muscolari . QUALI TERAPIE POSSIBILI? Ci possono essere diverse soluzioni restaurative/protesiche in base al grado di consumo dei denti e alle cause dell’usura.</li>
</ul>
<p>Queste diverse soluzioni possono coesistere nella bocca dello stesso paziente:  </p>
<ul>
<li>RESTAURI DIRETTI IN COMPOSITO: restauri eseguiti direttamente dal dentista nella bocca del paziente con resine composite adesive del colore del dente ).</li>
<li>RESTAURI PARZIALI INDIRETTI IN COMPOSITO O CERAMICA: il dentista deve preparare parzialmente i denti, prendere un’impronta (analogica o digitale) che viene inviata al laboratorio per la realizzazione dei restauri parziali (intarsi adesivi) in composito o ceramica e successivamente cementati nella bocca del paziente .</li>
<li> RESTAURI TOTALI INDIRETTI IN COMPOSITO O CERAMICA: il dentista deve preparare integralmente i denti, prendere un’impronta (analogica o digitale) che viene inviata al laboratorio per la realizzazione dei restauri totali (corone complete) in composito o ceramica e successivamente cementati nella bocca del paziente. Come sempre, intercettare i problemi all’inizio rende più semplice ed efficace l’intervento del dentista quindi è importante: – Prevenire – Fare una diagnosi precoce – Riconoscere i sintomi iniziali – Ascoltare i consigli del Dentista e dell’Igienista Dentale</li>
</ul>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-1569241 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="1569241" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-bb89e57 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="bb89e57" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Le lesioni dello smalto si dividono in due categorie: quelle già presenti al momento dell’eruzione del dente (pre-eruttive) e quelle che si formano dopo (post-eruttive). Le lesioni pre-eruttive comprendono la fluorosi, le macchie derivanti da una precedente infezione del corrispondente dente da latte e la MIH (Molar Incisor Hypomineralization). La fluorosi è dovuta a una ingestione eccessiva di fluoro che porta alla formazione di smalto con zone di minore mineralizzazione che interessa più denti della stessa arcata. Possiamo avere una forma lieve con delle piccole aree bianche che “incappucciano” la sommità dei denti e forme molto gravi che vedono aree brunastre con una ingente perdita di smalto. È importante che la somministrazione di fluoro, che rappresenta una importantissima forma di Prevenzione della carie, sia gestita dal genitore seguendo attentamente le istruzioni del Pediatra e dell’Odontoiatra Infantile per evitare fenomeni di iperdosaggio. La macchia derivante da trauma sul dente da latte è invece una macchia che riguarda il singolo dente localizzata sul margine incisale e può essere bianca o brunastra. È dovuta alla persistenza di un ambiente infetto attorno alle radici di un dente da latte cariato o che ha subito un trauma in prossimità della corona del dente permanente in formazione.</p>
<p>Fondamentale è quindi rispettare i controlli periodici odontoiatrici e la cura dei denti da latte. L’MIH invece è una lesione più profonda e può presentarsi in una forma lieve di solito biancastra che è asintomatica o in una forma grave di colore giallo-brunastro che porta ad una marcata sensibilità termica tale da rendere difficili le manovre di igiene orale del bambino, ad una aumentata suscettibilità alla carie e a abrasione dell’elemento che può portare ad uno sbilanciamento dell’occlusione del bimbo. La lesione che si presenta dopo l’eruzione del dente è la White Spot che è una fase iniziale della carie dovuta ad accumulo di placca batterica sulla superficie del dente. Solitamente è localizzata vicino al bordo gengivale ed è un irruvidimento della superficie del dente che esiterà in una cavità allorché persista l’ambiente acido provocato dal bio-film batterico. La White Spot è reversibile se viene ripristinata una corretta igiene orale. Quando osservate una macchia sui denti dei vostri bimbi fissate una visita dal vostro Dentista esperto in Odontoiatria Restaurativa perché saper riconoscere e trattare precocemente queste lesioni rappresenta oggi una importantissima forma di Prevenzione.</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/le-lesioni-dello-smalto-nel-piccolo-paziente/">Le lesioni dello smalto nel piccolo paziente</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ipersensibilità dentinale</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/ipersensibilita-dentinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 10:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[dentista monza]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione orale]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilità dentinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=8207</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ipersensibilità dentinale (DHS) è uno dei disturbi dentali più comuni nella popolazione. I pazienti affetti [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/ipersensibilita-dentinale/">Ipersensibilità dentinale</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="8207" class="elementor elementor-8207">
				</p>
<p></p>
<p>L’ipersensibilità dentinale (DHS) è uno dei disturbi dentali più comuni nella popolazione. I pazienti affetti da DHS presentano un dolore pungente a rapida insorgenza ed altrettanto rapida risoluzione in risposta a diversi stimoli ambientali generalmente non dannosi quali: tocco delicato (stimolo meccanico); freddo o caldo moderato (stimolo termico); cibi e bevande acide o dolci (stimolo chimico / osmotico); flusso d’aria (stimolo evaporativo). All’inizio si tratta di un fastidio minore che può progredire gradualmente fino ad arrivare al classico dolore acuto. Nelle forme più gravi può persistere per diversi mesi influenzando negativamente le normali attività quotidiane come mangiare, bere, parlare, lavarsi i denti, praticare attività all’aria aperta. In alcuni casi può diventare talmente fastidioso da alterare lo stato emotivo della persona affetta. www.accademiaitalianadiconservativa.it 18/1 Si ritiene generalmente che la DHS sia associata all’esposizione della dentina, in particolare all’esposizione dei tubuli dentinali e alla reattività del nervo della polpa dentale agli stimoli ambientali esterni. Varie sono le condizioni cliniche che portano all’esposizione della dentina e che quindi giocano un ruolo importante nello sviluppo della DHS: attrito dello smalto – erosione – abfrazione – recessioni gengivali – perdita del tessuto di sostegno dei denti (parodonto) – spazzolamento aggressivo. QUALI SONO LE CAUSE? (EZIOLOGIA) L’esatto meccanismo che porta all’ipersensibilità non è ancora completamente conosciuto. La teoria più accreditata afferma che i cambiamenti ambientali, meccanici, termici e chimici, causano il movimento del fluido all’interno dei tubuli dentinali, che a sua volta stimola le terminazioni nervose pulpari situate all’imbocco dei tubuli.</p>
<p>Per poter trattare l’ipersensibilità dentinale in maniera opportuna ed efficace è necessario fare una corretta diagnosi. Esistono infatti molte altre condizioni cliniche che possono essere scambiate per ipersensibiltà dentinale. La prima causa da escludere è la malattia cariosa. Altre cause possono essere: incrinatura o frattura di cuspidi e/o denti, restauri difettosi o fratturati, preparazione dei denti per restauri, sbiancamento dei denti, trauma dentale acuto, trauma occlusale, malattia parodontale e suo trattamento. Visto la complessità di patologie coinvolte, appare chiaro che il compito di fare diagnosi spetta al medico odontoiatra, con il prezioso aiuto dell’igienista dentale. Premesso che al giorno d’oggi non ci sono linee guida universalmente riconosciute per il trattamento di questa condizione, il buonsenso porta a seguire un piano di trattamento su misura e graduale che inizia con opzioni terapeutiche NON invasive. Qualora questi trattamenti dovessero risultare non efficaci nell’alleviare i sintomi, si passa a trattamenti più invasivi di tipo restaurativo e chirurgico fino ad arrivare al trattamento endodontico.</p>
<p>La strategia per una corretta gestione della DHS include: 18/2 IPERSENSIBILITÀ DENTINALE (DHS) 1 PREVENZIONE ( educazione e istruzione all’igiene orale ed eliminazione o riduzione dei fattori predisponenti) 2 TRATTAMENTI NON INVASIVI (trattamento desensibilizzate con terapie domiciliari o terapie ambulatoriali) 3 TRATTAMENTI INVASIVI (restaurativi e/o chirurgici) 1. PREVENZIONE Educazione ed istruzione ad una corretta igiene domiciliare L’igiene orale costituisce un fattore imprescindibile per la salute del cavo orale. Per questo motivo è necessario attuare un’accurata pulizia quotidiana che garantisca lo stato ottimale di denti e gengive. Uno scarso controllo di placca predispone a patologie quali carie, gengiviti, parodontiti, ma anche a recessioni gengivali ed ipersensibilità dentinale. I presidi per una corretta igiene orale sono lo spazzolino, il filo e lo scovolino per la rimozione meccanica della placca. A questi vanno affiancati il dentifricio, i collutori e i gel, che costituiscono un valido supporto in quanto la loro azione chimica favorisce importanti effetti come la remineralizzazione dello smalto, la riduzione della produzione</p>
<p>di acido da parte dei batteri ed un’azione desensibilizzante. Per quanto concerne la tecnica di spazzolamento se non è corretta porta a recessione gengivale e ad eliminazione dello smalto e/o cemento radicolare, portando così all’esposizione della dentina. È necessario utilizzare uno spazzolino a setole morbide (non aggressivo), e non applicare una forza eccessiva, affiancando un dentifricio a bassa abrasività (RDA relative dentin abrasivity &lt; a 70). Se si utilizza uno spazzolino elettrico (sonico o roto-oscillante) è consigliabile utilizzare un modello dotato di sensore di pressione unitamente ad una testina a setole morbide. L’odontoiatra e l’igienista dentale istruiranno il paziente sulla giusta tecnica di spazzolamento personalizzandola in base ai bisogni individuali.</p>
<p>Ridurre o eliminare i fattori predisponenti Considerando che la gran parte delle DHS è dovuta a patologie di tipo erosivo-abrasivo è opportuno ricordare che: 1) bisogna ridurre o eliminare l’assunzione di cibi e bevande zuccherate e acide come il vino, l’aceto, alcuni frutti (kiwi, limoni, ecc), succhi di frutta, cole, energy e sports drinks, bevande analcoliche gassate. Se non si riesce a rinunciarvi, meglio assumerle dopo aver lavato i denti oppure attendere 2-3 ore prima di farlo; 2) sono fattori predisponenti il reflusso gastrico o patologie che portano a vomito; 3) esistono diverse patologie e molti farmaci che alterano la quantità e la composizione della saliva, la quale rappresenta la più importante difesa contro l’azione acida; 4) i bruxisti sono portati a sviluppare un’usura delle superfici occlusali e quindi soggetti a DHS, potrebbe essere utile l’utilizzo di una protezione occlusale (Bite) per ridurre ed eventualmente prevenire questo effetto; 5) i piercing alla lingua o al labbro sono fattori predisponenti in quanto responsabili di recessioni gengivali.</p>
<ol start="2">
<li>TRATTAMENTI NON INVASIVI Consiste nell’applicazione di agenti desensibilizzanti. Questi prodotti riducono l’ipersensibilità mediante l’obliterazione (fisica o chimica) dei tubuli dentinali o interrompendo direttamente la conduzione nervosa. In base alla modalità di somministrazione il trattamento desensibilizzante può essere classificato come terapia domiciliare o terapia ambulatoriale. Terapia Domiciliare A casa i prodotti desensibilizzanti includono generalmente dentifrici, ma anche collutori, gel e gomme da masticare contenenti una o più sostanze desensibilizzanti. La quasi totalità di questi prodotti agisce causando l’obliterazione (chimica o fisica) dei tubuli dentinali. Nel caso in cui nell’ambiente orale persistano i fattori predisponenti la DHS, ciò può influenzare negativamente l’efficacia nel tempo di questi presidi. Se nonostante l’applicazione rigorosa di tutte le procedure consigliate, persiste un disturbo importante è necessario passare al livello successivo, che consiste nel trattamento non invasivo ambulatoriale. Terapia ambulatoriale (non invasiva) Si basa su diverse possibilità di intervento che possono essere così riassunte: applicazione di sostanze desensibilizzanti, laser terapia, ozono terapia, Ionoforesi, applicazione di adesivi 3. TRATTAMENTI INVASIVI Sono trattamenti che hanno lo scopo di ripristinare la parte di tessuto dentale che è andata persa e/o correggere chirurgicamente le recessioni gengivali</li>
</ol>
<p>Riassumendo, la presenza di una esposizione della dentina è solitamente un prerequisito per lo sviluppo dell’ipersensibilità dentinale (DHS) caratterizzata da un dolore acuto e breve in risposta a vari stimoli esterni e solitamente non nocivi. Una diagnosi accurata è la chiave per selezionare la giusta strategia di trattamento. Una corretta prevenzione e la desensibilizzazione rimangono la prima scelta per la DHS. La maggior parte dei desensibilizzanti riduce i sintomi occludendo i tubuli dentinali aperti, ma il risultato a lungo termine non è così scontato. A questo primo livello di intervento si aggiungono, se necessario, altri trattamenti di tipo ambulatoriale che, se invasivi, vengono effettuati solo sulla base di indicazioni precise</p>
<p>Fonte: http://www.accademiaitalianadiconservativa.it/&nbsp;</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p></p>
<p></p>
<p>L’ipersensibilità dentinale (DHS) è uno dei disturbi dentali più comuni nella popolazione. I pazienti affetti da DHS presentano un dolore pungente a rapida insorgenza ed altrettanto rapida risoluzione in risposta a diversi stimoli ambientali generalmente non dannosi quali: tocco delicato (stimolo meccanico); freddo o caldo moderato (stimolo termico); cibi e bevande acide o dolci (stimolo chimico / osmotico); flusso d’aria (stimolo evaporativo). All’inizio si tratta di un fastidio minore che può progredire gradualmente fino ad arrivare al classico dolore acuto. Nelle forme più gravi può persistere per diversi mesi influenzando negativamente le normali attività quotidiane come mangiare, bere, parlare, lavarsi i denti, praticare attività all’aria aperta. In alcuni casi può diventare talmente fastidioso da alterare lo stato emotivo della persona affetta. www.accademiaitalianadiconservativa.it 18/1 Si ritiene generalmente che la DHS sia associata all’esposizione della dentina, in particolare all’esposizione dei tubuli dentinali e alla reattività del nervo della polpa dentale agli stimoli ambientali esterni. Varie sono le condizioni cliniche che portano all’esposizione della dentina e che quindi giocano un ruolo importante nello sviluppo della DHS: attrito dello smalto – erosione – abfrazione – recessioni gengivali – perdita del tessuto di sostegno dei denti (parodonto) – spazzolamento aggressivo. QUALI SONO LE CAUSE? (EZIOLOGIA) L’esatto meccanismo che porta all’ipersensibilità non è ancora completamente conosciuto. La teoria più accreditata afferma che i cambiamenti ambientali, meccanici, termici e chimici, causano il movimento del fluido all’interno dei tubuli dentinali, che a sua volta stimola le terminazioni nervose pulpari situate all’imbocco dei tubuli.</p>
<p>Per poter trattare l’ipersensibilità dentinale in maniera opportuna ed efficace è necessario fare una corretta diagnosi. Esistono infatti molte altre condizioni cliniche che possono essere scambiate per ipersensibiltà dentinale. La prima causa da escludere è la malattia cariosa. Altre cause possono essere: incrinatura o frattura di cuspidi e/o denti, restauri difettosi o fratturati, preparazione dei denti per restauri, sbiancamento dei denti, trauma dentale acuto, trauma occlusale, malattia parodontale e suo trattamento. Visto la complessità di patologie coinvolte, appare chiaro che il compito di fare diagnosi spetta al medico odontoiatra, con il prezioso aiuto dell’igienista dentale. Premesso che al giorno d’oggi non ci sono linee guida universalmente riconosciute per il trattamento di questa condizione, il buonsenso porta a seguire un piano di trattamento su misura e graduale che inizia con opzioni terapeutiche NON invasive. Qualora questi trattamenti dovessero risultare non efficaci nell’alleviare i sintomi, si passa a trattamenti più invasivi di tipo restaurativo e chirurgico fino ad arrivare al trattamento endodontico.</p>
<p>La strategia per una corretta gestione della DHS include: 18/2 IPERSENSIBILITÀ DENTINALE (DHS) 1 PREVENZIONE ( educazione e istruzione all’igiene orale ed eliminazione o riduzione dei fattori predisponenti) 2 TRATTAMENTI NON INVASIVI (trattamento desensibilizzate con terapie domiciliari o terapie ambulatoriali) 3 TRATTAMENTI INVASIVI (restaurativi e/o chirurgici) 1. PREVENZIONE Educazione ed istruzione ad una corretta igiene domiciliare L’igiene orale costituisce un fattore imprescindibile per la salute del cavo orale. Per questo motivo è necessario attuare un’accurata pulizia quotidiana che garantisca lo stato ottimale di denti e gengive. Uno scarso controllo di placca predispone a patologie quali carie, gengiviti, parodontiti, ma anche a recessioni gengivali ed ipersensibilità dentinale. I presidi per una corretta igiene orale sono lo spazzolino, il filo e lo scovolino per la rimozione meccanica della placca. A questi vanno affiancati il dentifricio, i collutori e i gel, che costituiscono un valido supporto in quanto la loro azione chimica favorisce importanti effetti come la remineralizzazione dello smalto, la riduzione della produzione</p>
<p>di acido da parte dei batteri ed un’azione desensibilizzante. Per quanto concerne la tecnica di spazzolamento se non è corretta porta a recessione gengivale e ad eliminazione dello smalto e/o cemento radicolare, portando così all’esposizione della dentina. È necessario utilizzare uno spazzolino a setole morbide (non aggressivo), e non applicare una forza eccessiva, affiancando un dentifricio a bassa abrasività (RDA relative dentin abrasivity &lt; a 70). Se si utilizza uno spazzolino elettrico (sonico o roto-oscillante) è consigliabile utilizzare un modello dotato di sensore di pressione unitamente ad una testina a setole morbide. L’odontoiatra e l’igienista dentale istruiranno il paziente sulla giusta tecnica di spazzolamento personalizzandola in base ai bisogni individuali.</p>
<p>Ridurre o eliminare i fattori predisponenti Considerando che la gran parte delle DHS è dovuta a patologie di tipo erosivo-abrasivo è opportuno ricordare che: 1) bisogna ridurre o eliminare l’assunzione di cibi e bevande zuccherate e acide come il vino, l’aceto, alcuni frutti (kiwi, limoni, ecc), succhi di frutta, cole, energy e sports drinks, bevande analcoliche gassate. Se non si riesce a rinunciarvi, meglio assumerle dopo aver lavato i denti oppure attendere 2-3 ore prima di farlo; 2) sono fattori predisponenti il reflusso gastrico o patologie che portano a vomito; 3) esistono diverse patologie e molti farmaci che alterano la quantità e la composizione della saliva, la quale rappresenta la più importante difesa contro l’azione acida; 4) i bruxisti sono portati a sviluppare un’usura delle superfici occlusali e quindi soggetti a DHS, potrebbe essere utile l’utilizzo di una protezione occlusale (Bite) per ridurre ed eventualmente prevenire questo effetto; 5) i piercing alla lingua o al labbro sono fattori predisponenti in quanto responsabili di recessioni gengivali.</p>
<ol start="2">
<li>TRATTAMENTI NON INVASIVI Consiste nell’applicazione di agenti desensibilizzanti. Questi prodotti riducono l’ipersensibilità mediante l’obliterazione (fisica o chimica) dei tubuli dentinali o interrompendo direttamente la conduzione nervosa. In base alla modalità di somministrazione il trattamento desensibilizzante può essere classificato come terapia domiciliare o terapia ambulatoriale. Terapia Domiciliare A casa i prodotti desensibilizzanti includono generalmente dentifrici, ma anche collutori, gel e gomme da masticare contenenti una o più sostanze desensibilizzanti. La quasi totalità di questi prodotti agisce causando l’obliterazione (chimica o fisica) dei tubuli dentinali. Nel caso in cui nell’ambiente orale persistano i fattori predisponenti la DHS, ciò può influenzare negativamente l’efficacia nel tempo di questi presidi. Se nonostante l’applicazione rigorosa di tutte le procedure consigliate, persiste un disturbo importante è necessario passare al livello successivo, che consiste nel trattamento non invasivo ambulatoriale. Terapia ambulatoriale (non invasiva) Si basa su diverse possibilità di intervento che possono essere così riassunte: applicazione di sostanze desensibilizzanti, laser terapia, ozono terapia, Ionoforesi, applicazione di adesivi 3. TRATTAMENTI INVASIVI Sono trattamenti che hanno lo scopo di ripristinare la parte di tessuto dentale che è andata persa e/o correggere chirurgicamente le recessioni gengivali</li>
</ol>
<p>Riassumendo, la presenza di una esposizione della dentina è solitamente un prerequisito per lo sviluppo dell’ipersensibilità dentinale (DHS) caratterizzata da un dolore acuto e breve in risposta a vari stimoli esterni e solitamente non nocivi. Una diagnosi accurata è la chiave per selezionare la giusta strategia di trattamento. Una corretta prevenzione e la desensibilizzazione rimangono la prima scelta per la DHS. La maggior parte dei desensibilizzanti riduce i sintomi occludendo i tubuli dentinali aperti, ma il risultato a lungo termine non è così scontato. A questo primo livello di intervento si aggiungono, se necessario, altri trattamenti di tipo ambulatoriale che, se invasivi, vengono effettuati solo sulla base di indicazioni precise</p>
<p>Fonte: http://www.accademiaitalianadiconservativa.it/&nbsp;</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/ipersensibilita-dentinale/">Ipersensibilità dentinale</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usura dentale</title>
		<link>https://www.sorrisoesalute.it/usura-dentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 15:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cavo orale]]></category>
		<category><![CDATA[conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[dentista monza]]></category>
		<category><![CDATA[otturazione]]></category>
		<category><![CDATA[usura dentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sorrisoesalute.it/?p=7649</guid>

					<description><![CDATA[<p>CHE COS’È? L’usura dentale è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni, ed è [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/usura-dentale/">Usura dentale</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="7649" class="elementor elementor-7649">
				<div class="elementor-element elementor-element-3cb9170e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="3cb9170e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-453d7598 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="453d7598" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;ekit_we_effect_on&quot;:&quot;none&quot;}" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<p>CHE COS’È? L’usura dentale è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni, ed è caratterizzato dal consumo delle superfici dei denti. Tale consumo può presentarsi su tutte le superfici dei denti anteriori, posteriori delle due arcate, superiore e inferiore. La perdita di tessuto duro può essere dovuta a diverse cause che possono agire singolarmente, oppure, come spesso capita, in maniera multifattoriale. www.accademiaitalianadiconservativa.it </p>
<p>QUALI TIPI DI USURA E LE CAUSE? USURA DENTALE  ATTRITO: viene definito anche bruxismo ed è caratterizzato dalla perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina) o materiale da restauro per contatto dente-dente . Il fattore di rischio principale è legato al trauma (sfregamento tra le superfici dentali delle due arcate dentarie).</p>
<ul>
<li> EROSIONE: perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina) per azione di un agente chimico (non batterico). Il fattore di rischio è legato ad acidi di origine estrinseca (bibite acide, frutta, succhi di frutta)  o intrinseca (anoressia, bulimia, reflusso, rigurgito) .</li>
<li> ABRASIONE: perdita di sostanza dentale (smalto, dentina) per motivi diversi dal contatto dente-dente. Fattori di rischio principali sono legati alla frizione tra dente ed un agente esogeno. Tipica lesione da abrasione è quella da spazzolamento eccessivo ed errato.</li>
<li> ABFRAZIONE: Perdita di tessuto duro (smalto e dentina) dovuto ad uno stress eccessivo delle forze masticatorie, che provoca dei crack cervicali (situati al colletto dei denti, cioè al confine tra dente e gengiva).</li>
<li> ATTRITO/ABRASIONE: la perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina), genera una superficie di forma piatta, lucida con margini netti . La localizzazione è sullo smalto delle facce masticanti dei denti e sulle radici.</li>
<li> EROSIONE: la perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina delle superfici esterne o interne dei denti), genera una forma tipo coppa con superficie satinata e bordi arrotondati . – ABFRAZIONE: la perdita di tessuto dentale duro (smalto, dentina), genera una forma tipo cuneiforme con bordi netti. La localizzazione è al colletto dei denti, cioè al confine tra dente e gengiva. QUALI PROBLEMATICHE PORTA L’USURA DENTALE? La sintomatologia e/o il disagio possono essere legati a diverse situazioni che spesso coesistono nello stesso caso:</li>
<li> ESTETICA: il consumo dei denti determina un loro accorciamento con frastagliamento e assottigliamento dei margini, con conseguente sbriciolamento dei denti che impatta sul sorriso e quindi sulla vita sociale di relazione.</li>
<li> SENSIBILITA’: l’usura dello smalto porta ad una esposizione del tessuto sottostante (dentina) con conseguente aumento della sensibilità alla temperatura, soprattutto alle bevande e cibi freddi.</li>
<li>DIFFICOLTA’ NEL MASTICARE: essendo i denti consumati ci può essere una difficoltà nel masticare i cibi, in particolari quelli consistenti e fibrosi .</li>
<li>DISAGI ARTICOLARI E MUSCOLARI: essendo i denti consumati si possono verificare alterazioni di equilibrio tra le due arcate dando origine a problematiche articolari e/o muscolari . QUALI TERAPIE POSSIBILI? Ci possono essere diverse soluzioni restaurative/protesiche in base al grado di consumo dei denti e alle cause dell’usura.</li>
</ul>
<p>Queste diverse soluzioni possono coesistere nella bocca dello stesso paziente:  </p>
<ul>
<li>RESTAURI DIRETTI IN COMPOSITO: restauri eseguiti direttamente dal dentista nella bocca del paziente con resine composite adesive del colore del dente ).</li>
<li>RESTAURI PARZIALI INDIRETTI IN COMPOSITO O CERAMICA: il dentista deve preparare parzialmente i denti, prendere un’impronta (analogica o digitale) che viene inviata al laboratorio per la realizzazione dei restauri parziali (intarsi adesivi) in composito o ceramica e successivamente cementati nella bocca del paziente .</li>
<li> RESTAURI TOTALI INDIRETTI IN COMPOSITO O CERAMICA: il dentista deve preparare integralmente i denti, prendere un’impronta (analogica o digitale) che viene inviata al laboratorio per la realizzazione dei restauri totali (corone complete) in composito o ceramica e successivamente cementati nella bocca del paziente. Come sempre, intercettare i problemi all’inizio rende più semplice ed efficace l’intervento del dentista quindi è importante: – Prevenire – Fare una diagnosi precoce – Riconoscere i sintomi iniziali – Ascoltare i consigli del Dentista e dell’Igienista Dentale</li>
</ul>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		<p>The post <a href="https://www.sorrisoesalute.it/usura-dentale/">Usura dentale</a> appeared first on <a href="https://www.sorrisoesalute.it">Sorriso e Salute</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
